ORARIO DI LAVORO

MARTEDÌ - VENERDÌ

10:00 - 13:00

17:00 - 21:00

SABATO E DOMENICA

09:00 - 13:00

17:00 - 21:00

CHIUSO IL LUNEDÌ

 
BIGLIETTI

Prezzo regolare 30,00 kn

Prezzi scontati:

Pensionati 20,00 kn

Studenti 15,00 kn

Bambini e giovani (12-18) 10,00 kn

Bambini fino a 12 anni/Persone con bisogni speciali/Amici del Museo/Titolari di documenti validi ICOM,HMD,DGMI  gratuito

Gruppi (piu di 20 persone) 20,00 kn

Scuola per l'arte applicata e il design, sezione per la scenografia e decorazione, Zagabria

Museo della Città di Rovinj - Rovigno, Trg m. Tita 11 (Piccola Galleria, destra)
lunedì 2 maggio 2011 - domenica 22 maggio 2011


Lo spazio scenico ci accompagna ovunque. Non solo nel teatro, nel film oppure nella ognipresente tv. Le vetrine in ogni via sono spazi scenici che cercano un'idea, un occhio preciso e una mano abile. Vi invitiamo all'inaugurazione della mostra, lunedi' 2 maggio 2011 alle ore 18.
Come presentarsi, mi stillo il cervello, senza sconfinare in generalità e frasi sul processo educativo-istruttivo, sulle informazioni di ritorno, sulle competenze e meraviglie del genere? Che cosa c’è di diverso, diferentia specifica, e tutta questa scapigliatura può stare in una parola? Siamo la sezione più recente, la nona, ma certamente non “la quinta ruota del carro”. Non lo siamo di certo. Allestire significa presso a poco mettere qualcosa in ordine (la disposizione, l’assetto) predisporre per uno scopo preciso. Tuttavia, se per caso dovreste trovarvi nella sezione di allestimento e scenografia della Scuola d’arte applicata e design, potreste stupirvi abbastanza. Non vi troverete nessun “ordine”. A prima vista (va bene, anche alla seconda) confusione, dis-ordine (effettivo o creativo, chi lo sa?), materiali ed attrezzi di tutti i tipi, fili di ferro, carte, recipienti pieni di un contenuto sconosciuto, fogli, nastri adesivi, giornali, pannelli di polistirene ..... molta polistirene. All’ingresso è appeso un citato – Non cessiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché cessiamo di giocare (G. B. Shaw). La scenografia è, generalmente, legata all’elaborazione e all’allestimento della scena sul palcoscenico del teatro, nello studio cinematografico o televisivo in base a ciò che richiede il testo drammatico o lo scenario. In conformità a questa determinazione, alla natura del lavoro che non è indirizzata all’elaborazone di un artefatto autosufficiente di una singola persona, il diapason delle nozioni formative che il disegnatore dell’allestimento – scenografia deve assimilare è molto ampio. Tali nozioni e maestrie sottintendono ingegnosità nell’uso dei materiali più diversi, nelle frasi artistiche e nei metodi di costruzione artistica. Includono la preoccupazione per lo spazio, reale e artistico, nel senso più ampio della parola. Richiedono l’assimilazione di conoscenze (disegno, pittura, modellazione...) che non saranno soltanto la semplice addizione delle “compensazioni”, ma si dimostreranno in modo sinergico. Come indispensabilità, tramite i ferri del mestiere (disegno e pittura, disegno e pittura decorativi, formazione decorativa, formazione dell’ambiente, formazione plastica, tecniche d’allestimento e scenografia, progettazione, scenografia, tecnologia), s’impone l’esigenza di ravvedere tutto il processo della prassi artistica. Tutti gli aspetti citati e i contenuti professionali sono parte integrante di qualsiasi allestimento o idea scenografica. In tale contesto si apre lo spazio per agire creativamente attraverso il rapporto attivo nei confronti di un materiale concreto e il tentativo di trovare propri mezzi d’espressione. Stimolare le ricerche, il pensiero analitico, sviluppare proprietà e insistere sui processi rivestono la maggiore importanza. Altrettanto, bisogna assimilare anche le condizioni prime motoriche per eseguire determinati compiti. Il nostro allievo ideale è perciò un giovane (una giovane) che è ancora alla ricerca di sé, che non ha trovato ancora il suo “cassetto” nel senso di determinazione. Curioso, creativo, quello che si dice un’anima inquieta. Possibilmente anche “erudito”. In tre anni di lavoro in contenuti professionali, le allieve e gli allievi hanno la possibilità di ripulire (il tempo non è mai abbastanza), attraverso il gioco che si fa sempre più serio e fa pensare fondamentalmente, le proprie ambizioni e il livello delle aspirazioni, ma anche negli anni più traumatici, formativi, di far vivere una certa infanzia che si protrae. Igor Modrić
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