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Scuola per l'arte applicata e il design, sezione per la fotografia, Zagabria

Museo della Città di Rovinj - Rovigno, Trg m. Tita 11 (Piccola Galleria, destra)
lunedì 7 maggio 2012 - giovedì 31 maggio 2012


Lunedi 7 maggio, alle ore 19 si apre la mostra degli allievi della Scuola per l'arte applicata e il design di Zagabria, sezione fotografica. La mostra rimane aperta fino il 31 maggio.
Anche se la Sezione fotografica esiste da 65 anni, nei 130 anni di storia della nostra scuola è fra le sezioni più recenti. La fotografia (nella traduzione dal greco – disegnare con la luce), nata nella prima metà del XIX secolo, da noi ha acquisito molto presto dei sostenitori. Tuttavia ci è voluto molto tempo che l’esclusività di questo media raggiungesse il livello d’istruzione scolastica. Logicamente, durante la sua esistenza attraverso la sezione è passato un gran numero di docenti esperti e di allievi che oggi, in varie parti del mondo, nella loro professione trasmettono efficacemente le nozioni fondamentali acquisite sulla fotografia, la camera, il montaggio o il film. Dalla fotografia essenziale in bianco e nero, alle fotografie a colori (in collaborazione con la Fotokemika di allora) e fino all’odierna fotografia digitale, i temi preponderanti si sono alternati in conformità ai cambiamenti sociali. Oltre ad essere dei documenti del tempo, con l’insegnamento professionale è stato elaborato il linguaggio artistico dei singoli motivi – paesaggi, città o ritratti, sottolineando proprio quegli elementi che danno alla fotografia l’epiteto di artistica. Nella fotografia analogica il lavoro nell’insegnamento non consiste soltanto nel premere un “clic”, ma anche nel procedimento in camera oscura, e la creatività è andata a conformarsi alla tecnologia o viceversa – con la ricerca dei procedimenti tecnologici (ingrandimento, riduzione, cambiamento delle sostanze chimiche) e con il collage, la combinazione delle procedure fotografiche, fino al ritocco e alle integrazioni fotografiche) hanno avuto origine opere di qualità invidiabile. L’odierna fotografia digitale poi facilita la stessa ripresa, ma soltanto la fotografia scattata scopre le caratteristiche formative ed artistiche assimilate. A quel punto, fra un’infinità di opere mediocri si distinguono anche opere di alto livello, rare e preziose: però, la quantità e la qualità sono in una correlazione proporzionale contraria. Nata come annotazione permanente nella camera oscura del fotolaboratorio, la fotografia è l’annotazione della luce e del buio e “giocherella” di continuo con questi rapporti. Così, un certo buio oscuro sulla fotografia ci illumina con la sua sensibilità o viceversa, lo sguardo nella luce del riflettore o del sole oscurerà la nostra vista. È una domanda ingenua per un laico se un muro bianco nell’inquadratura sarà dipinto in color bianco, e tutti sappiamo che la risposta sta nella tonalità – non nel contrasto testuale – e i fotografi lo sanno bene. Le opere esposte in questa mostra ci mostrano molto di più di quello che sta scritto in questo testo, e qualcosa rimane anche a voi visitatori. Zrinka Tatomir http://www.facebook.com/media/set/?set=a.333047170095525.70955.120217581378486&type=3
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