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ORARIO DI LAVORO

Chiuso per i visitatori fino al 30 giugno

Galleria s. Tommaso, via del Monte, dalle 10 alle 13, sabato e domenica chiuso

 

BIGLIETTI

adulti 15,00 Kn
alunni, studenti, gruppi (10 e oltre) 10,00 kn
bambini di età inferiore ai 10 anni, persone di oltre 65 anni e persone diversamente abili gratis

Zdravko Kopas

"Caleidoscopio"

Chiesa di S. Tommaso, Via Del Monte, Rovigno
mercoledì 12 giugno 2019 - domenica 30 giugno 2019


Mercoledì, 12 luglio 2019 alle ore 21 nella Galleria di s. Tommaso del Museo della Città di Rovinj - Rovigno si presentera con la mostra personale intitolata “Caleidoscopio" l'artista Zdravko Kopas.

Zdravko Kopas "Caleidoscopio"

Museo della Città di Rovinj – Rovigno, galleria San Tommaso 12 – 30 giugno 2019

Zdravko Kopas, con la mostra di fotografie a colori che sono inserite una accanto all’altra, ovvero sotto o sopra l’altra, come un mosaico, ci presenta il suo ciclo “Pittura con l’impronta della luce”. Già dal titolo si intravede l’essenza della sua opera – il processo pittorico con l’ausilio della fotografia. Nel senso lato della parola, ciò significa che Kopas si serve della macchina al posto del classico pennello e colore. Questa macchina – macchina fotografica, sostituisce l’arte manuale degli artisti di un tempo, dei maesti della pittura, perché lo fa con maggior precisione e più in fretta. Contemporaneamente, da osservatori, ci si impone la domanda su dove Kopas, in questo processo di creatività, abbia posto il confine fra il banale e l’artistico. La società contemporanea dei nostri giorni ci inonda sulle reti sociali con un’infinità di fotografie, ogni fotografia rappresenta una parte vera della natura riprodotta o della società in cui viviamo. Più fedelmente e in modo più veritiero che potesse farlo qualsiesi maestro di pittura del passato con la sua arte di metier, con cui la nostra attuale espressione visiva si trasforma in un modello inspiegabilmente accessibile a tutti.

La parola stessa della fotografia sottintende un motivo chiaramente riconoscibile che rappresenta sé stesso e nella fotografia diventa parte di questa stessa fotografia, una certa vera dimostrazione del mondo che non è riuscita ad evitare l’impronta della macchina o si è imposta scambiandoci in una scenografica immobile di un momento privilegiato. Ancora di più, che lo stesso artista accentua che riprende dettagli invisibili, perché desidera riprendere la passività delle cose e degli oggetti di questo mondo. Tuttavia, i motivi delle fotografie di Kopas sono al pari merito irriconoscibili quanto fedeli e veri. L’autore sottolinea questa realtà, ripresa veramente e fedelmente, sottomettendola all’arte, al paradigma poetico ed estetico che con ciò diventa composizione astratta, perché focalizza il suo obiettivo su scene in cui si svolge una certa regolarità, un’ordne, una moltiplicazione, un ritmo e una struttura. Proprio in quest’opera di libertà artistica apparente, con le sue opere entra nel paradosso di quello che la natura ha prestabilito ed imposto con quello che è stato lasciato al caso e alle indeterminazioni.

Nel centro della macchina visiva di Kopas c’è quella parte della natura che è soggetta all’entropia o ai cambiamenti condizionati dal caos creato dal passare del tempo. I motivi su cui sono evidenti i cambiamenti a causa del passare del tempo, la lieve e inosservabile decadenza degli artefatti umani: le facciate deperite, i colori consumati e stinti sulle barche, i manifesti stracciati sugli albi pubblici ... cambiamenti entropici attorno a noi. Questi motivi della natura e del mondo che ci circonda si possono riprendere soltanto con un media che ha la medesima caratteristica, quella di riprenede più di quanto si dovrebbe! Proprio la macchina fotografica è intrinseca di entropia, tutto ciò che è accessibile all’obiettivo si riprende, senza eccezioni, ogni piccola parte della fotografia è piena di cose essenziali e desiderate o di cose superflue.

Kopas giunge così ai motivi desiderati ed è proprio questo il motivo principale che ha scelto la macchina, forse incosciamente, invece del classico pennello e dei colori. Soltanto la fotografia rende possibile che l’artista, in un attimo, riprenda qualcosa di selvaggio, di segreto e di innaprensibile del mondo della natura, e nessuno è capce di stabilire che cosa potrebbe essere. L’autore giunge così a fotografie eccentriche nelle quali si rivela l’espressionismo astratto come la pittura di Pollock che riprende motivi della natura assestata, e poi, lentamente e inosservatamente vanno in una casualità indefinita.

La casualità e il caos hanno in sé una struttura matematica celata trasformandosi nell’ordine che possiamo comprendere. Perciò Kopas afferma che i suoi motivi del mondo entropico hanno una certa regolarità, un ordine, una moltiplicazione, un ritmo e una struttura. Questa dualità nascosta della natura in cui trovano la propria convivenza il caos e l’ordine, rappresentano il mondo che ci circonda, la struttura matematicamente assestata della natura e del mondo. I motivi ripresi da Kopas sono composti da singoli elementi caotici, composti e uniti come un mosaico, in un modello simile all’immagine caleidoscopica. Il modello frattalico che si ripete indiferentemente dalla posizione di ingrandimento o riduzione, ha sempre lo stesso livello di complessità. Con tali frattali è composta la natura, con precisione matematica, e rappresenta l’impronta delle dita della natura. Questa impronta riconoscibile dell’’artista si è trasformata un un valore estetico che, attraverso le belle arti, ha dato una carica poetica che dal nulla e dal passeggero si trasforma in verossimile ed eterno.

Dario Sošić

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