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Zdravko Milić

"Angelusdrommo"

Mueseo della Città di Rovinj - Rovigno e Chiesa di S. Tommaso, via Del Monte, Rovigno
sabato 19 agosto 2017 - sabato 9 settembre 2017


Nella Galleria di s. Tommaso, del Museo della città di Rovinj-Rovigno si presenterà il artista Zdravko Milić con le sue opere pittoriche intitolate "Angelusdrommo". Sabato, 19 agosto alle ore 21:30.
Zdravko Milić, Museo della città di Rovinj-Rovigno, Galleria di San Tommaso, 19 agosto – 10 settembre 2017.
"Angelusdrom"

Con una sua mostra personale si presenta a noi uno degli artisti più coerenti, un pittore che negli ultimi 40 anni agisce nell’ambiente alpino-adriatico. Con coerenza comprendiamo, non soltanto la sua espressione del periodo scorso, che ha perfezionato, cesellato e reso più sofisticata, ma anche i suoi motivi dipinti. Sin dal suo periodo iniziale, nei tentativi artistici i motivi sono rimasti quasi identici. Ha iniziato trattando il paesaggio reale, nei casi più frequenti quello istriano o più precisamente quello dei dintorni di Raša-Arsia, come paesaggio fantastico e metafisico. Questa componente fantastica e metafisica ha suggellato fino ai giorni nostri la sua fantasia, ma anche la produzione pittorica. Tutte le sue opere pittoriche, motivi fantastici, sono elaborati surrealisticamente, e ci ritorna continuamente e gli servono come base fondamentale.

Sin dai primi inizi i quadri di Milić si sono imposti anche con una necessaria peculiarità espressiva, l’innovazione che ha introdotto nella sua pittura è diventata il suo segno distintivo! La sua pittura nello stile della Pop-Art ha sostituito la pittura stabile e accademizzata, quasi artigianale. Queste sue innovazioni hanno portato freschezza all’espressione e l’artista ha sfruttato questo fatto fino alle estreme possibilità. Ha creato la sua favola fantastica, metafisica che illustra nei suoi quadri. I suoi quadri non sono solo singoli oggetti, ma appartengono ad opere di motivi condizionati dalla favola e dalla sua illustrazione. Nella pittura l’illustrazione è mancata per molto tempo, perché i pittori vivono se stessi come creatori, mentre ognuno dei loro oggetti creati assume l’aura dell’unicità. Però, Milić desiste da questa visione del mondo, egli prende a modello i pittori medievali che hanno dipinto gli affreschi delle chiesette istriane. Gli affreschi che raccontano la favola attraverso l’immagine, l’illustrazione dell’evento tramite un paesaggio immaginario, fantastico, metafisico.

La favola che tiene occupato Milić è il semplice paradigma che tormenta ogni singola persona benevola. Nel punto focale dell’interesse sta l’ecologia urbana e la problematica della tecno-civilizzazione, la globalizzazione con le sue possibili spaventose conseguenze per le singole persone e per la comunità. La ribellione contro gli eventi che possono manifestarsi dappertutto attorno a noi, in relazione all’accumulazione di capitale, allo squilibrio ecologico a cui le conseguenti catastrofi ecologiche nell’ambiente naturale ed urbano dell’uomo non rappresentano un ostacolo. La ribellione si esprime attraverso la favola illustrata, una serie di immagini come nei fumetti. Perciò i suoi quadri, a prima vista sembrano kitsch, devono piacere immediatamente perché devono tasmettere un messaggio, messaggio che si completa con l’immagine successiva, così nasce la favola! Una favola che non ha seguito, ogni quadro può esserne l’inizio, la fine, ma anche qualsiasi parte dell’insieme dell’opera che può stare anche da sé!

L’artista con un linguaggio figurativo racconta la favola, e trova i motivi nei suoi incubi notturni connessi alle teorie della cospirazione. Milić afferma che lo colpisce la “tortura” a cui ci sottopongono i media contemporanei e tutta la tecnocultura; con il sostegno della globalizzazione ci privano della sfera privata, ci assillano con informazioni truccate e distorgono la realtà. A una tale realtà metafisica si oppone una medesima realtà, una metafisica più sofisticata. Trova l’ispirazione nella storia non raccontata fino alla fine e nei miti, ed in particolare, è attratto dalla teoria scientifico-fantastica sull’origine extraterrestre della specie umana. La sua intenzione è avvalorare con favole illustrate la sua teoria sulla snaturatezza dell’umanità che distrugge la natura che la circonda, perché ciò non appartiene a questa natura. L’origine extraterrestre ha una componente in comune con la tecnocultura e con l’attuale globalizzazione che è guidata da un centro, tanto potente da piantare sulla terra anche l’umanità.

Con questa favola illustrata l’artista ha cambiato l’odierno paradigma della religione con uno nuovo? La nuova religione è diversa soltanto per il fatto che al centro non c’è Dio, ma lo è qualche civiltà tecnocratica extraterrestre che gestisce il nostro procedere e la nostra coscienza. A dire il vero, con le sue illustrazioni, immagini, l’artista storce e riporta la sua realtà immaginaria al politeismo. Gli dei rappresentano creature trascendentali che gestiscono gli uomini creati da loro stessi. L’artista raffigura questo suo paradigma in maniera iconografica con le medesime scene che siamo abituati a vedere nelle scenografie delle chiese barrocche, attraverso sculture-oggetti, scenografie della morte e della vita nei cimiteri. Milić riempie con ciò quelle vacuità nell’arte dovute all’evasione dell’arte dal settore dell’illustrazione e della rappresentazione di cognizioni trascendentali nella filosofia del mondo d’oggi. E come tale è una figura indispensabile nel mondo artistico dei nostri giorni.
Dario Sošić
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